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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

12 novembre 2016

TRASPARENZA, BALLE ANCORA BALLE, SEMPRE BALLE!

TRASPARENZA, BALLE ANCORA BALLE, SEMPRE BALLE!


MILANO - Per prevenire la corruzione negli enti locali è iniziata una campagna persuasiva già priva di trasparenza all’origine visto che non si conoscono i costi le analisi il chi e perché dei singoli investimenti e la trasparenza di scelte e strategie oltre non dire  come vengono allocati i soldi per il progetto , il budget preventivo, ecc.
Immaginiamoci quale trasparenza può essere fatta con queste premesse!
Comunque sono disponibili le nuove linee guida anticorruzione elaborate dal team ReteComuni di ANCI Lombardia, con il contributo di Fondazione Cariplo e IFEL.  Questo indica che per consentire una migliore diffusione, sul sito di ReteComuni, oltre a poter scaricare il testo integrale del documento sono disponibili anche versioni sintetiche, in forma documentale e video.
Insomma facciamo un po di fumo! Ma l’arrosto dove è?
Immaginiamo…!
L'accesso alla trasparenza del pubblico pagante, ovvero per i cittadini, è un optional dei furbetti di turno i quali credono di poter ancora nell’era si I.A. fare della televisione in Internet specifichiamo le tecniche di comunicazione da sempre applicate per i mass media riportate in internet, il sogno di molti politici!  Mantenere il muro della non partecipazione e cosi dire e fare ciò che meglio vuole senza che nessuno libero da intrallazzi di potere ribadisca o approfondita! Logica mantenere il popolo nell’ignoranza al fine che non sappia usare i mezzi di comunicazione e non  sappia usare le attuali tecnologie informatiche. Se non si conosce non si può chiedere!
Intrallazzo sostenuto da parrucconi di obsolete  banche che danno il loro contributo al fine di allestire altri muri di potere e salvarsi il loro culetto insieme con i loro compagni di merenda, nel confronto coni cittadini ignoranti e ignorati.
Basta collegarsi al sito dell’ANCI per vedere la completa mancanza di trasparenza del Sito,  dove manca tutta la questione strategico amministrativa trasparente. Insomma l'ennesima presa per il culo verso i cittadini!
Nel contempo si fanno supporto alla entrata in vigore della Legge n. 190 (Legge Anticorruzione ???) e dei suoi decreti attuativi,. il dibattito sulla corruzione per la quale sostengono di aver focalizzato l’effettiva utilità delle misure di prevenzione che i Comuni devono introdurre nella gestione dei propri procedimenti e nell’erogazione dei propri servizi sembra l'ennesima volonta dii farla franca.
ANCI Lombardia con il progetto AGENDA 190, co-finanziato da Fondazione Cariplo, “dice” di aver affrontato il tema della legalità e della prevenzione della corruzione nei piccoli Comuni e nelle loro aggregazioni e di aver elaborato le nuove Linee Guida per la Prevenzione della Corruzione.
ANCI Lombardia si indica quale strumento di supporto ai Comuni, per realizzare gli indirizzi contenuti del Piano Nazionale Anticorruzione 2016. Eppure ANCI manca di trasparenza!  I punti essenziali che dice di considerare sono: -La prevenzione della corruzione alla luce del PNA 2016-La corruzione in Lombardia, ieri e oggi-Corruzione, evasione fiscale, riciclaggio e mafie-Il ruolo degli amministratori nelle politiche di prevenzione-Le Linee Guida anticorruzione ANCI Lombardia, una dire già visto molte volte, un deja vu che abbiamo sentito migliaia di volte e ben sappiamo quuale è stato il risultato nullo.
Una farsa guidata dallaFondazione CARIPLO, da ANAC, dal Comitato Legalità, Comune di Milano, dal Comitato tematico ReteComuni sulla legalità, dal Progetto Agenda 190, dalla Università di Palermo, e dalla Associazione Manager White List. che mancano assolutamente di trasparenza e pertanto partoriranno il solito mostro di parvenza con il recondito e negato  fined ‘ingannare. eppure siamo nell'era di A.I.  e,  queste falfa trasparenze  ormai si conoscono e sono solo per poter continuare a  mantenere la non trasparenza come se tutti fossero idioti e loro i  furbi intelligenti!.
Una situazione che vede un giornalismo concusso il quale diffonde informazioni positive di trasparenza al pubblico pur e ben sapendo di mentire o almeno di dimenticare di dire la verità relativa e attualizzata secondo le tecnologie possibili . Un inganno che andrebbe punito per legge ed invece viene premiato con sovvenzioni e bustarelle.
Restiamo ancora una volta stupiti dalla mancanza di analisi strutturale così da poter predisporre per l’inganno,  della vuotezza di contenuti volutamente ignoranti e della mancata  trasparenza, tanto da far sapere ancora ai cittadini  come vengono allocati e spesi i nostri soldi anche in relazione “all'investimento” del video di propaganda fatto , un video vuoto di contenuti e strategicamente predisposto alla sola propaganda e non alla conoscenza delle leve utilizzate per consentire l'accesso alla trasparenza da parte dei cittadini, e  nn solo un modo per manipolare coloro che sono stati tenuti nell’ignoranza. Questo è inammissibile in un paese democratico che parla di trasparenza.
L’ennesima truffa.

EFF MEMBER

8 novembre 2016

Valerio Onida,La Costituzione non è il Corano!

Valerio Onida,La Costituzione non è il Corano!

 BY 
Valerio Onida, già presidente della Corte costituzionale, e già un sacco di altri incarichi al servizio di Comuni, Province e Regioni, esperto e consulente in controversie con lo Stato davanti alla Corte costituzionale e in conflitti fra il Consiglio superiore della Magistratura e il Ministero di giustizia o fra la Procura di Milano e le Camere, cattolico “adulto”, impegnato con l’Ulivo di Prodi nei primi anni ’90, candidato alle primarie per la scelta del Sindaco di Milano nel 2010, si è fatto promotore di un ricorso al Tribunale civile di Milano, perché il quesito referendario è, a suo avviso, troppo complicato e perciò poco comprensibile. Pertanto, ne suggerisce lo spacchettamento, d’accordo, in questo, con un’area radicale. Sul ricorso hanno discusso, a lungo e approfonditamente, esperti e opinion- leader, sia per vagliarne la tenuta sul piano strettamente giuridico-costituzionale sia per valutarne i possibili impatti sullo stesso calendario referendario. Lasciando volentieri la complicata materia agli esperti, che si muovono come angeli sulle punte di spillo giuridiche, qui merita forse una risposta la seguente domanda: perchè una quota parte del costituzionalismo cattolico è schierata per il NO? Perché Valerio Onida non è solo. Ci sono Di Siervo, Balboni ed altri. Certo, contribuiscono alle motivazioni per il NO argomenti che vengono usati anche da altri costituzionalisti non cattolici, per es. da Zagrebelski: che il testo della riforma è un pasticcio, che i quesiti sono incoerenti, che, in particolare, quello riguardante la nuova composizione e i nuovi compiti  del Senato è assurdo, che sta tornando un nuovo centralismo. Ma, oltre l’approccio tecnico, che spesso si appoggia su argomenti a porta girevole, è decisivo per questa parte di costituzionalismo cattolico – quello della generazione post Dossetti e post Mortati – un comune humus politico-culturale, che si tratta di arare in profondità, per coglierne le ragioni. Questa generazione è cresciuta sulla comune convinzione che la Costituzione sia un testo increato e perciò immutabile – Paolo Pombeni ricorda la famosa espressione critica di Scelba: “la Costituzione non è il Corano” -. Un testo che, semmai, si tratta solo di difendere e di attuare coerentemente. Le modifiche non vengono a priori escluse, ma nessuna è mai all’altezza. In particolare, questa ideologia comune esclude che si possa aprire la strada – mediante Italicum – al superamento di quella costituzione materiale che ha portato a sovrapporre il sistema dei partiti al sistema parlamentare. Il sistema parlamentare era stato scelto durante il dibattito della Costituente, dall’odg. Perassi: “ La Seconda Sottocommissione, udite le relazioni degli onorevoli Mortati e Conti, ritenuto che né il tipo di governo presidenziale, né quello del governo direttoriale (NdR. quello assembleare dei partiti!) risponderebbero alle esigenze della società italiana, si pronuncia per l’adozione del sistema parlamentare, da disciplinarsi, tuttavia, con dispositivi costituzionali idonei a tutelare le esigenze di stabilità dell’azione di governo e a evitare le degenerazioni del parlamentarismo”. Non vedono i nostri illustri che proprio l’odg. Perassi è stato alla fine rovesciato in un “sistema direttoriale” dei segretari di partito e che la mitica centralità del Parlamento è divenuta la centralità dei segretari di partito e del loro governo assembleare. Sta qui d’altronde il centro effettivo dello scontro politico-culturale in corso: tra chi riduce la democrazia alla sola rappresentanza, facendo del governo un epifenomeno mutevole della rappresentanza stessa e chi pensa che sia giunta l’ora di dare al governo come istituzione lo stesso peso. Ogni ipotesi di rafforzare la dimensione-governo fino a portarla ad un livello istituzionale pari a quello della rappresentanza viene immediatamente bollata come conato autoritario. E perciò va fermata. Ciò che la Costituente, alla fine, decise, relativamente alla seconda parte della Costituzione – il governo debole, per paura del 18 aprile dell’altro, sotto la pressione del quadro politico internazionale dell’incipiente guerra fredda dell’epoca – oggi viene presentato come dogma, come valore non negoziabile. Ben altro fu l’atteggiamento di Dossetti, di Mortati, di La Pira. A chi auspicava un dettato costituzionale “senza prediche” sui valori e sui principi e quindi giuridicamente più preciso e cogente – era la posizione dell’odg. Bozzi – Dossetti e Mortati fecero notare (siamo al 25 ottobre 1946!) che “la materia costituzionale non può essere predeterminata, ma è qualcosa che si precisa di volta in volta, secondo gli interessi politici della classe dirigente, che provvede alla compilazione della costituzione”. Tradotta oggi l’osservazione di Mortati e Dossetti, significa che le esigenze e le domande del presente devono spingere ad un’elaborazione costituzionale nuova. Dopo 70 anni di governi deboli, che hanno portato al declino attuale del Paese, di fronte alla crescente domanda di partecipazione e di esercizio di sovranità da parte dei cittadini, trincerarsi sulla difesa all’ultimo sangue dell’assetto uscito dal ’48 come se fosse l’essenza della democrazia, significa rassegnarsi al declino e all’insorgenza populistica, quale inevitabile reazione all’impotenza della politica. Pensieri già anticipati da Roberto Ruffilli, assassinato dalle BR il 16 aprile 1988, quando partì dalla teoria dell’elettore arbitro e sovrano per proporre che al cittadino-elettore fosse riconosciuto il potere di scegliere tanto il proprio rappresentante in Parlamento quanto il capo del governo. Eversivo il cattolico e democristiano Ruffilli o conservatori gli attuali costituzionalisti cattolici del NO

30 settembre 2016

Censura, oggi cosa è la censura?

Censura,
oggi cosa è la censura?

Chi ora ci governa,  nel presunto ’interesse generale, dovrebbe agire per proteggere i diritti digitali delle persone contro gravi minacce che possono contagiare tutto il mondo.



Stiamo assistendo ad  arresti internet, in questo contesto alcuni paesi stanno  discutendo degli sviluppi e formulano proposte che influenzeranno il modo in cui gli utenti di internet potranno esercitare i loro diritti alla privacy e alla libertà di espressione online.

Se ne è discusso anche nella sessione della revisione periodica universale (UPR) attualmente in corso alle Nazioni Unite,  per rivedere la situazione dei diritti umani di tutti gli stati membri delle Nazioni Unite e fare raccomandazioni per il miglioramento.

Purtroppo in Italia non se ne parla, è l'analogia di come quando venivano bruciati gli scritti attraverso il fuoco, stiamo assistendo ad una “fiamma” artificialmente voluta, soprattutto pensata, deliberata e animata dal potere.
La situazione riguardo i diritti digitali delle persone non viene comunicata è censurata e manipolata dai  mass media,  i quali hanno acquisto un ascolto superiore all'80% della popolazione, ne condizionano la conoscenza riuscendo a  sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni da loro proposte, impostando di fatto una censura indiretta.


La mancata diffusione di opinioni, che rappresentano il patrimonio storico della collettività, è la stessa possibilità della libertà di espressione soffocata dai finanziamenti di Stato verso i media e dalle lobby economiche, quali e non unica la Finivest.
Indubbiamente è un impedimento della “parrhesia” libertà di parola, di dire la verità.
Una situazione dal tempo EIAR che prosegue ed è da dir poco terribile, assume anche il nome di censura indiretta, imposta con l'inganno delle sovvenzioni, della corruzione, sopratutto della mancanza di trasparenza.

Questa situazione viene addirittura obbligata con tasse, non dal potere buono che stimola e produce gli effetti del Buon Governo, ma di quello che nega la trasparenza i ritardando l’evoluzione informatica e digitale, impedendo di fatto l’'approccio scientifico e pratico per il calcolo, le sue applicazioni e lo studio, esattamente  alla conoscenza diffusa, impedendo di fatto la capacità di partecipare alla trasformazione in atto del nostro mondo, in un momento in cui anche l'impatto positivo della intelligenza artificiale dipenderà non solo dalla qualità degli algoritmi ma dalla attualità della discussione pubblica, oggi in italia fortemente condizionata dalla Lobby Vaticana e ristretta al potere non trasparente e pertanto potenzialmente corrotto.
Una storia millenaria, coincidente con la storia dell’Impero Romano. Una storia di roghi e delle pene di morte contro chi era colpevole solamente di aver voluto conservare la memoria di momenti, contro figure e personaggi invisi al potere in carica. Oggi questo è sostituito con altre forme di repressione economica politica.
 La violenza perpetrata dal Cristianesimo nei riguardi del paganesimo e dei suoi culti, la storia della censura religiosa fino ad anni recenti, imposta dal sistema ecclesiastico-cattolico, è cosa ben risaputa. Tra queste l'emarginazione dell'antropologia evoluzionista e altra scienze.
I diversi indici dei libri proibiti indicano ben oltre quanti hanno tentato di dare voce a quelle memorie che le grida dei vincitori, allora come oggi, cercano di ridurre al silenzio. Il guaio è che, almeno per buona parte, ci sono riuscite.
Quanti scritti furono pubblicati in forma anonima per sfuggire al rigido controllo della censura, rammentiamo alcuni scrittori famosi: Joseph Addison, Francis bacon, Honoré de Balzac, George Berkeley, Giordano Bruno, Giacomo Casanova Nicolaus Copernicus, Daniel Defoe, René Descartes, Denis Diderot, Alexandre Dumas (padre, Alexandre Dumas (figlio), Erasmo da Rotterdam, Gustave Flaubert, Anatole France, Galileo Galilei, Edward Gibbon, André Gide, Vincenzo Tziomperti,Thomas Hobbes, Victor Hugo, David Hume,Immanuel Kant, Nikos Kazantzakis, Hughes Felicité de Lamennais Robert, John Locke,Niccolò Machiavelli, Maurice Maeterlinck, Nicolas Malebranche, Karl Marx, Milton, Blaise Pascal, François Rabelais, Samuel Ritsarnson, Jean Jacques Rousseau, George Sand, Jean-Paul Sartre, Baruch Spinoza, Laurence Sterne, Emanuel Swedenborg, Jonathan Swift, Theodor Hendrik van der Feld, Voltaire, Emile Zola, Gerard Walschap, ecc.  Senza dimenticare quanti altri hanno subito una censura ancor più dura e non possono sono ricordati.
Gli esempi di censura dal mondo antico ai giorni nostri si sprecano, e il recente fascismo si prodigò in questo esercizio fino a distruggere editori indipendenti ormai scomparsi perché sgraditi, sia non devono far riflettere, specie se si tiene conto che l’Indice dei libri proibiti fu soppresso solo nel 1966 ed è storia contemporanea nella quale ora si sta superando la  possibilità di controllo del pensiero libero, inteso attraverso la parola e lo scritto. Nel passato censura realizzata tramite  il numero dei controllori al potere, nella opportunità che si poneva in rapporto alla poca cultura diffusa e al numero esiguo delle probabilità di  pubblicazione e accessibilità, considerando le difficoltà e i costi.
Lo stesso "Il Caffè dal 1764" ha subito e sta subendo.
Se il potere nel passato non avesse ordinato la soppressione di scritti di idee oggi facilmente avremmo una cultura superiore svincolata da superstizioni e libera, tuttavia, il potere ha avuto la meglio sulla memoria, anche rispetto al inarrestabile azione del tempo.

Oggi come sempre il potere cerca ancora d'imporre.
Internet è una possibilità di libertà di pensiero e informazione, auguriamoci che il solito potere non abbia ancora la meglio  così da farci  proseguire nel millenario buio.





"Agli uomini si può ordinare di tacere, ma non di dimenticare, scriveva Tacito"







ESTRATTO DA WIKILEAKS

Italiano segreto lista censura di Internet, 287 sito sottoinsieme, 21 Giugno 2009

Salvo diversa indicazione, il documento descritto qui:
  • È stato pubblicamente rivelato daWikileaks che lavorano con la nostra fonte.
  • È stato classificato, confidenziale, censurato o comunque trattenuto dal pubblico prima del rilascio.
  • È di significato politico, diplomatico, etico o storico.
Tutte le domande circa la veridicità di questo documento sono noti.
La sintesi è approvato dal comitato di redazione.
Vedi qui per una spiegazione dettagliata delle informazioni in questa pagina.
Se si dispone di materiale simile o aggiornata, vedere le nostre istruzioni per l'invio.
Data di rilascio
21 giugno 2009
sommario
La lista presenta 287 siti internet attualmente censurati per l'Italia. Questo sistema quasi-volontaria, che è stato introdotto sotto la bandiera di combattimento "pornografia infantile" si basa su un segreto, l'elenco dei nomi dei siti inspiegabile. A causa di questa mancanza di trasparenza, e la potenza del sistema di censura, la lista nera è di grande interesse.
Segrete "pornografia infantile" liste nere di censura in altri paesi, come la Cina, Thailandia, Australia, Finlandia e Danimarca sono stati tutti dimostrato da Wikileaks di essere stato corrotto in censurare non figlio di contenuti pornografici, compresi i contenuti politici (tutti tranne la Danimarca). Sembra essere una legge di vicende umane che, quando vengono introdotti tali potenti, inspiegabili, sistemi, ben presto si allontanano dal loro scopo dichiarato.
La maggior parte dei siti nella lista italiana sembra essere correlato alla pornografia infantile. Mentre alcuni non sembrano riguardare le immagini di adolescenti, la stragrande maggioranza dei siti sono relative a quello che sembra essere legale pornografia giovane-adulto. Alcuni siti sono estranei a qualsiasi tipo di pornografia.
Questi includono le aziende o istituti al di fuori d'Italia, e forum di discussione, utilizzati da decine di migliaia a tutti gli effetti. Mentre è possibile questi siti avevano un utente non autorizzato caricare brevemente un'immagine minorenne o un link ad una tale immagine, la continua presenza dei siti su questa lista probabilmente riflette la mancanza di qualsiasi notifica censura o meccanismo di ricorso.
Il governo australiano ha ammesso nel corso di un Senato stime udienza che meno di un terzo della sua lista nera maggio 2009 era legato a immagini di quelli di età inferiore ai 18 anni.
Nel corso del 2008, il governo della Thailandia ha aggiunto oltre 1100 pagine alla sua lista nera censura per "lesa maestà" (criticare la famiglia reale).
Entrambe le liste nere australiani e tailandesi sono in corso per un più lungo rispetto al sistema italiano e sono probabilmente sostanzialmente più corrotta di conseguenza.
Abbiamo controllato il sistema di censura italiana contro i migliori 1.000.000 domini Internet più popolari (come misurato da Alexa.com nel novembre 2008), insieme a liste nere selezionate provenienti da altri paesi per scoprire una parte di quei siti censurati per l'Italia. Siti Botique e siti solo recentemente popolare non appaiono nella nostra lista a causa di limitazioni nella nostra metodologia. Detto questo, la nostra lista rappresenta un accurato, corrente sottoinsieme della lista completa.
In Italia, il blocco dei contenuti avviene attraverso server DNS - quando viene fatta richiesta di sito bloccato, l'utente viene reindirizzato al IP 212.48.170.80 invece di indirizzo originale. Due nameserver coinvolti nel blocco sono 212.48.160.5 e 212.48.160.6.
La lista può essere riprodotto utilizzando Unix "scavare" di utilità, utilizzando un comando come "scavare @ 212.48.160.6 -f lista + Noall + risposta" dove "lista" è un file che contiene l'elenco dei domini da controllare (uno per linea). Abbiamo quindi cercare i risultati che portano secondo IP 212.48.170.80, il sito che visualizza la pagina "censura". Questo è un metodo universale, che può essere applicato a tutti DNS basati sistemi di bloccaggio.
Una versione con collegamento ipertestuale della lista segue per la valutazione facile.
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Ulteriori informazioni
Contesto
Italia
Lingua madre
dimensione del file in byte
4816
informazioni sul tipo di file
testo ASCII, con CRLF, terminatori di linea LF
identità Cryptographic
SHA256 89636b09f65122f4e573eb0659bf4bacd8b685ada35ea5ee08028f658a78f7a9

Italiano segreto lista censura di Internet, 287 sito sottoinsieme

Sapere aude!