.

.

Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

30 settembre 2016

Censura, oggi cosa è la censura?

Censura,
oggi cosa è la censura?

Chi ora ci governa,  nel presunto ’interesse generale, dovrebbe agire per proteggere i diritti digitali delle persone contro gravi minacce che possono contagiare tutto il mondo.



Stiamo assistendo ad  arresti internet, in questo contesto alcuni paesi stanno  discutendo degli sviluppi e formulano proposte che influenzeranno il modo in cui gli utenti di internet potranno esercitare i loro diritti alla privacy e alla libertà di espressione online.

Se ne è discusso anche nella sessione della revisione periodica universale (UPR) attualmente in corso alle Nazioni Unite,  per rivedere la situazione dei diritti umani di tutti gli stati membri delle Nazioni Unite e fare raccomandazioni per il miglioramento.

Purtroppo in Italia non se ne parla, è l'analogia di come quando venivano bruciati gli scritti attraverso il fuoco, stiamo assistendo ad una “fiamma” artificialmente voluta, soprattutto pensata, deliberata e animata dal potere.
La situazione riguardo i diritti digitali delle persone non viene comunicata è censurata e manipolata dai  mass media,  i quali hanno acquisto un ascolto superiore all'80% della popolazione, ne condizionano la conoscenza riuscendo a  sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni da loro proposte, impostando di fatto una censura indiretta.


La mancata diffusione di opinioni, che rappresentano il patrimonio storico della collettività, è la stessa possibilità della libertà di espressione soffocata dai finanziamenti di Stato verso i media e dalle lobby economiche, quali e non unica la Finivest.
Indubbiamente è un impedimento della “parrhesia” libertà di parola, di dire la verità.
Una situazione dal tempo EIAR che prosegue ed è da dir poco terribile, assume anche il nome di censura indiretta, imposta con l'inganno delle sovvenzioni, della corruzione, sopratutto della mancanza di trasparenza.

Questa situazione viene addirittura obbligata con tasse, non dal potere buono che stimola e produce gli effetti del Buon Governo, ma di quello che nega la trasparenza i ritardando l’evoluzione informatica e digitale, impedendo di fatto l’'approccio scientifico e pratico per il calcolo, le sue applicazioni e lo studio, esattamente  alla conoscenza diffusa, impedendo di fatto la capacità di partecipare alla trasformazione in atto del nostro mondo, in un momento in cui anche l'impatto positivo della intelligenza artificiale dipenderà non solo dalla qualità degli algoritmi ma dalla attualità della discussione pubblica, oggi in italia fortemente condizionata dalla Lobby Vaticana e ristretta al potere non trasparente e pertanto potenzialmente corrotto.
Una storia millenaria, coincidente con la storia dell’Impero Romano. Una storia di roghi e delle pene di morte contro chi era colpevole solamente di aver voluto conservare la memoria di momenti, contro figure e personaggi invisi al potere in carica. Oggi questo è sostituito con altre forme di repressione economica politica.
 La violenza perpetrata dal Cristianesimo nei riguardi del paganesimo e dei suoi culti, la storia della censura religiosa fino ad anni recenti, imposta dal sistema ecclesiastico-cattolico, è cosa ben risaputa. Tra queste l'emarginazione dell'antropologia evoluzionista e altra scienze.
I diversi indici dei libri proibiti indicano ben oltre quanti hanno tentato di dare voce a quelle memorie che le grida dei vincitori, allora come oggi, cercano di ridurre al silenzio. Il guaio è che, almeno per buona parte, ci sono riuscite.
Quanti scritti furono pubblicati in forma anonima per sfuggire al rigido controllo della censura, rammentiamo alcuni scrittori famosi: Joseph Addison, Francis bacon, Honoré de Balzac, George Berkeley, Giordano Bruno, Giacomo Casanova Nicolaus Copernicus, Daniel Defoe, René Descartes, Denis Diderot, Alexandre Dumas (padre, Alexandre Dumas (figlio), Erasmo da Rotterdam, Gustave Flaubert, Anatole France, Galileo Galilei, Edward Gibbon, André Gide, Vincenzo Tziomperti,Thomas Hobbes, Victor Hugo, David Hume,Immanuel Kant, Nikos Kazantzakis, Hughes Felicité de Lamennais Robert, John Locke,Niccolò Machiavelli, Maurice Maeterlinck, Nicolas Malebranche, Karl Marx, Milton, Blaise Pascal, François Rabelais, Samuel Ritsarnson, Jean Jacques Rousseau, George Sand, Jean-Paul Sartre, Baruch Spinoza, Laurence Sterne, Emanuel Swedenborg, Jonathan Swift, Theodor Hendrik van der Feld, Voltaire, Emile Zola, Gerard Walschap, ecc.  Senza dimenticare quanti altri hanno subito una censura ancor più dura e non possono sono ricordati.
Gli esempi di censura dal mondo antico ai giorni nostri si sprecano, e il recente fascismo si prodigò in questo esercizio fino a distruggere editori indipendenti ormai scomparsi perché sgraditi, sia non devono far riflettere, specie se si tiene conto che l’Indice dei libri proibiti fu soppresso solo nel 1966 ed è storia contemporanea nella quale ora si sta superando la  possibilità di controllo del pensiero libero, inteso attraverso la parola e lo scritto. Nel passato censura realizzata tramite  il numero dei controllori al potere, nella opportunità che si poneva in rapporto alla poca cultura diffusa e al numero esiguo delle probabilità di  pubblicazione e accessibilità, considerando le difficoltà e i costi.
Lo stesso "Il Caffè dal 1764" ha subito e sta subendo.
Se il potere nel passato non avesse ordinato la soppressione di scritti di idee oggi facilmente avremmo una cultura superiore svincolata da superstizioni e libera, tuttavia, il potere ha avuto la meglio sulla memoria, anche rispetto al inarrestabile azione del tempo.

Oggi come sempre il potere cerca ancora d'imporre.
Internet è una possibilità di libertà di pensiero e informazione, auguriamoci che il solito potere non abbia ancora la meglio  così da farci  proseguire nel millenario buio.





"Agli uomini si può ordinare di tacere, ma non di dimenticare, scriveva Tacito"

Sapere aude!

12 luglio 2016

Le interrogazioni senza risposta sul fratello del ministro

Le interrogazioni senza risposta sul fratello del ministro

La nomina di Alessandro Antonio Alfano a dirigente in una società del gruppo poste è finita in questi giorni sotto inchiesta. Ma già nel 2013 un’interrogazione parlamentare chiedeva chiarimenti sulle modalità dell’assunzione. Le risposte, anche dopo il sollecito, non sono mai arrivate. 
La cronaca politico-giudiziaria occupa in questi giorni di nuovo le prime pagine dei giornali, con una vicenda che coinvolge diversi esponenti politici e arriva, indirettamente, fino al ministro dell’interno Angelino Alfano attraverso il fratello Alessandro Antonio.
La vicenda è però di pubblico interesse anche da un altro punto di vista: il senso e l’efficacia di strumenti istituzionali. Sin dal 2013 il fratello del ministro è infatti già stato oggetto di due interrogazioni parlamentari. Una prima, rivolta al ministero dello sviluppo economico, risale all’agosto del 2013 ed era stata firmata da Erasmo Palazzotto (Si-Sel). Chiedeva conto dell’assunzione di Alessandro, tramite concorso, a segretario generale della camera commercio di Trapani. La procedura di selezione fu però oggetto di critiche e polemiche in quanto nel 2010 “al dottor Alfano è stata contestata la veridicità di alcuni punti del curriculum vitae presentato per partecipare al concorso“.
Un’altra interrogazione era stata depositata nel settembre 2013 da Andrea Colletti, deputato del Movimento 5 stelle, e cofirmata da Ivan Catalano, ed era rivolta al ministero dello sviluppo economico. L’oggetto dell’interrogazione era chiaro: capire perché, e con quali titoli, il fratello del ministro fosse stato assunto nel 2013, senza concorso, come dirigente di Postecom, “società di servizi internet del gruppo Poste Italiane partecipato al 100 per cento dal Ministero dell’economia e delle finanze, e avrà diritto ad uno stipendio annuo di oltre centomila euro“.
In entrambi i casi, però, e nonostante la seconda richiesta di chiarimenti sia stata anche sollecitata nell’aprile del 2014, le risposte da parte dei ministri interpellati non sono mai arrivate.
L’interrogazione dà la possibilità a uno o più parlamentari di richiedere al governo, o a singoli ministri, un chiarimento su questioni, notizie o provvedimenti. È perciò lo strumento con cui i parlamentari possono svolgere la loro funzione di controllo nei confronti dell’operato del governo, e rientra nei cosiddetti atti del sindacato ispettivo.
Non è dunque accettabile che il governo lasci cadere interrogazioni anche così dirette e che coinvolgono in prima persona esponenti di rilievo dell’esecutivo. Ma soprattutto va constatato il fallimento dei meccanismi interni alla politica stessa, visto che ancora una volta deve intervenire la magistratura, per altro anche a distanza di tempo, nonostante gli strumenti previsti dalla legge siano stati utilizzati. Le norme sembra non siano dunque bastate a mettere in moto le dovute azioni interne da parte degli esponenti politici.

Atto a cui si riferisce: 
C.5/01035 nell'anno 2009, Alessandro Antonio Alfano ha conseguito la laurea in economia e finanze; già nel 2008, però, ancora privo di titolo, è stato docente del laboratorio di «Principi e...
 
 

 Atto Camera  
   
 Interrogazione a risposta in commissione 5-01035presentato daCOLLETTI Andreatesto diMercoledì 18 settembre 2013, seduta n. 79  
 COLLETTI e CATALANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:   
 nell'anno 2009, Alessandro Antonio Alfano ha conseguito la laurea in economia e finanze;   
 già nel 2008, però, ancora privo di titolo, è stato docente del laboratorio di «Principi e strumenti di marketing» presso la facoltà di comunicazione dell'università di Roma «La Sapienza»;   
 nel 2010 al dottor Alfano è stata contestata la veridicità di alcuni punti del curriculum vitae presentato per partecipare al concorso – poi vinto – per un posto di segretario generale della camera di commercio di Trapani;   
 in quell'occasione, le forze dell'ordine sequestrarono la documentazione relativa al concorso. Il dottor Alfano lasciò il posto di segretario generale dopo circa un anno per presunte cause «di forza maggiore»;   
 ad agosto 2013, la vicenda è stata anche oggetto di un'interrogazione parlamentare, tuttora rimasta inevasa, presentata dal deputato del gruppo Sinistra Ecologia e Libertà, Erasmo Palazzotto;   
 all'inizio di settembre 2013, Alessandro Alfano è stato nominato, senza concorso, dirigente di «Postecom» società di servizi internet del gruppo Poste Italiane partecipato al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze, e avrà diritto ad uno stipendio annuo di oltre centomila euro –:   
 se il Ministro interrogato sia a conoscenza della nomina del dottor Alessandro Alfano a dirigente di Postecom ed intenda accertare se tale nomina sia avvenuta in seguito ad una scrupolosa valutazione del curriculum vitae del candidato e/o all'esito di una comparazione tra diversi profili professionali idonei a ricoprire quell'incarico dirigenziale;   
 se risulti al Ministro interrogato, nell'ottica di contenimento delle spese delle società a parziale e totale partecipazione pubblica, assolutamente necessaria tale nomina e quali siano le motivazioni che hanno portato il management di Postecom a tale irrinunciabile scelta;   
 se sia nelle intenzioni del Ministro, in caso di illegittima nomina, inviare un dettagliato esposto alla competente Corte dei Conti e se si intendano, eventualmente, prendere provvedimenti verso i dirigenti della società Postecom. (5-01035) 

21 giugno 2016

Votazione 2016 Una grande vittoria!...

Votazione 2016 Una grande vittoria!

Oltre alla consueta manipolazione mediatica, la politica dovrebbe iniziare a fare i conti con la realtà, eppure...
Matteotti assassinato.


Nella quasi totalità dei casi si è confermato che, il voto coinvolgente il 100% degli iscritti a votare, ha visto alle urne solo circa il 50% +/- che ha votato. 
Di questo frammento di popolazione solo circa il 50% ha raggiunto la designazione del Sindaco o presidente del municipio.
Pertanto è esatto dire che,  chi ci governa lo fa con il 25% della popolazione iscritta a votare, mentre il 75% diviso tra votanti  che sono circa il 25% e, il restante 50% che è riuscito a superare l’influenza mediatica, rappresentano in  in totale il 75% della popolazione iscritta a votare, ovvero la stragrande maggioranza.

Per governare pertanto basta il 25%, il che fa rammentare la Legge fascista del 1923 la famosa e semplice  Legge elettorale Acerbi del 18 novembre 1923 proposta da Barone Giacomo Acerbi e passata in Parlamento.
Barone Acerbi
Secondo Acerbi,  il partito con il "maggior numero di" voti (richiesto almeno il 25%), aveva il diritto di  ricevere il 66% dei seggi in parlamento. Il restante terzo dei seggi venne così distribuito tra le altre parti in base al sistema proporzionale. Storicamente è riconosciuto che questa fu la legge che diede notevoli vantaggi del partito fascista . Ricordiamo, per rispetto storico e condivisione, che il Partito Socialista Italiano non riconobbe l'adozione della legge e non partecipò al governo, fatto che secondo alcune analisti diede Mussolini una maggiore libertà di azione. La conseguenza a questa Legge fu  che l'opposizione formò il cosiddetto blocco dell' Aventino e si rifiutò di partecipare ai lavori del Parlamento. Più tardi, ricordiamo un certo numero di leader socialisti tra cui Giacomo Matteotti vennero uccisi da agenti fascisti.

La gravità attuale è pertanto evidente e incontestabile, ma questa sopraffazione se viene  esposta ai politici essi, risponderanno che anche in paesi di “indubbia democrazia” questo avviene; pertanto  bocche chiuse e si continua a mangiare!
no Comment!

Il contrasto è evidente poiché  riconosciamo l'impossibilità del passato post fascista, nel quale l’Impero della comunicazione dii Stato RAI gestiva le cose  direttamente e indirettamente attraverso giornalisti e  editori, sovvenzionati o accreditati quale  eco di coinvolgendo e censura di opinioni e, altre fonti non gradite dimenticate di fatto dal limiti di accessibilità per impotenza organizzativa; oggi e da tempo, invece la politica ha i mezzi e la possibilità di coinvolgere le persone che da sempre ha trascurato, la maggioranza degli individui  i quali non votando, ma sono ugualmente portatori d’istanze precise o verificabili.

Il 50% degli iscritti a votare, non votando,  sono portatori d’istanze e motivazioni che rappresentano,  da considerare e non dimenticate fuori dal Parlamento, come è da sempre avviene.
L’articolo 48 della Costituzione precisa che l’esercizio del diritto di voto “è dovere civico”
Già un dovere  che è un termine che trasmette un senso di impegno morale o obbligo di qualcuno o qualcosa.  L'impegno morale deve sfociare in azioni;  non è una questione di sentimento passivo o semplice riconoscimento. Questo è diverso da imporre un dovere al popolo, annullando il principale dovere di una democrazia, che per essere tale ha il dovere di considerare ogni  singolo individuo e predisporre i mezzi al fine che ognuno possa esercitare e confrontare la propria opinione e ragione.
Non esiste dunque un dovere civico di votare ma, piuttosto, un diritto fondamentale ad astenersi, al cittadino è riconosciuta non solo la scelta sul come votare, ma anche quella sul se votare e,  alla politica spetta il dovere di comprendere  e recepire le motivazioni della gente.
Interpretazione Democratica, per noi inesatta, che indica nel caso che il cittadino non voti come esso non risolva un dovere civico art.48  Costituzione è sbagliata e,  non condivisibile nel termine democratico. 
Questa obsoleta interpretazione stravolge il dovere civico sociale della politica,  richiesto dall'impegno politico al fine di comprendere le istanze individuali dei singoli cittadini, rimettendoli al centro della attenzione quali esseri umani consapevoli e partecipativi, spostando cosi il dovere di comprensione e soluzione e presa in carico  delle varie istanze individuali al fine di attuare un miglioramento della qualità della vita in generale.
La politica deve  impegnarsi  al suo compimento senza considerare il proprio interesse , il suo compimento, in genere,  comporta che le esigenze della giustizia nella particolarità del rispetto individuale, avvengano in  base anche al relativismo culturale,  dove ogni individuo può  realizzare la propria personalità attraverso la sua cultura, necessita quindi, il rispetto delle differenze individuali che implica il rispetto delle differenze culturali, Il rispetto per le differenze tra le culture è un confermato fatto scientifico, che si trova nei metodi di valutazione della qualità della cultura. 
Negare una cultura  oggi, a 50 anni dalla nascita della informatica è solo  favorire una parte di prolazione il 25% a discapito del 75%  per poterla soggiogare e ritardarne lo sviluppo.
Conseguentemente il non rispetto di queste  norme morali e dei valori in relazione alla cultura da cui derivano le motivazioni personali, imposto  come attualmente avviene,  in modo che qualsiasi tentativo di formulare postulati che crescono con la tecnologia o codici morali di una cultura siano negati e inaccessibili al singolo individuo,  riduce l'idoneità di ogni dichiarazione dei diritti umani per l'umanità nel suo insieme ".
La  fattibilità pratica d’intervento politico e la possibilità inopinabile sia procedurale che pratica, necessita della revisione  interpretativa e sostanziale dell’art. 48 della Costituzione.
Il danno prodotto alla Democrazia è ampio, strutturato dalla mancanza di trasparenza amministrativa e dalla conseguentemente difficoltà  di acceso e interpretazione dei dati, il che semplificando nei termini ,  è come dire ad una casalinga di pagare per la spesa senza sapere quanto costa il prodotto e quanti soldi ha in tasca! 
La manipolazione, la confusione dei media di massa ha agito e sta agendo al fine di poter mantenere e far subentrare Poteri politici programmati dai poteri già in carica  e non dalla gente.
Chiarezza, trasparenza, facilita d'interpretazione, nessun ostacolo architettonico burocratico sono necessari come lo è un salto culturale che non estrapoli dal contesto sociale il solo 25% per farne la ragione assoluta!
Tucidide.

15 giugno 2016

TRASPARENZA O NON TRASPARENZA...QUESTO E IL DILEMMA!

TRASPARENZA O NON TRASPARENZA...QUESTO E IL DILEMMA!



"Essere, o non essere, questo è il dilemma: se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e,..." (Amleto- 
William Shakespeare)

Nel discorso  http://www.elysee.fr/declarations/article/discours­lors­de­l­ouverture­des­rencontres­internationales­des­autorites­anti­corruption­2/ 2/4,  Francois Holland ha ribadito la necessità della ricerca della Trasparenza condivisa, quale elemento essenziale della Democrazia. 
Il Parlamento Francese ha in discussione la questione Trasparenza , quello che ci si può augurare è che il testo portato a termine venga dotato con lo status di osservatore dal  OCSE alla condivisione  dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
La necessita di trasparenza  s' impone,  ormai la rilevanza assunta  dalla necessita di trasparenza nella globalizzazione è evidente e chiaramente necessaria per fermare il terrorismo.   
Diversi articoli della carta dei diritti fondamentali dell’uomo vengo a sostegno  della trasparenza ma ora  bisogna che l’intelligenza dell’uomo prenda  la consapevolezza della gravita della situazione e che scriva  una  carta universale per la trasparenza che tracci le linee generali  come lo è la carta dei diritti universali dell’uomo.  

Attualizzare la  trasparenza oggi (da tempo) è più che mai possibile avendo a disposizione tecnologie e intelligenze capaci di elaborare in poco tempo grandi quantità di dati, confrontarli e sintetizzarli per la loro diffusione rendendoli  accessibili, pertanto non ci possono essere scusanti.

Riteniamo che il testo discusso a Parigi in Parlamento  è moralmente tenuto a garantire una maggiore trasparenza della vita in generale e non solo economica,   il controllo che sarà tenuto dal l'alta Autorità per la trasparenza nella vita pubblica, diverrà certamente un punto di riferimento internazionale di discussione,  con l’indicazione che maggior trasparenza esiste maggior democrazia esiste,  di questo è bene prendere coscienza.

Un prodotto della mancata trasparenza internazionale
La struttura indicata per la prevenzione della corruzione nelle transazioni commerciali come nel settore degli appalti, ha la necessità di   indicare  l’attualità  di un costante aggiornamento dei meccanismi per individuare e prevenire la corruzione,  in modo  chiaro e trasparente e con il fine che altri possano collaborare nel migliorare.
La trasparenza verrà  concretizzata solo quando i Cittadini avranno la possibilità di accedervi comprendere e poter discuterne in modo interattivo e fornendo le risposte.
Formare nuove Autorità non deve risultare una complicazione burocratica ma una semplificazione e,  pur aumentando  il numero di dati processati  il risultato dovrà essere una semplificazione, anch'essa trasparente, condivisa, comune, verificabile,  immaginiamo gestita dall’OCSE quale garante e divulgatore accessibile,  rendendo la qualità di elaborazione indiscutibile, trasparente e super partes.

Non possiamo mentire ulteriormente in Europa , alcuni Stati  indicano e si impongono quali guide morali della società,    comunicando  costantemente la correttezza,  la giustizia superiore avvallati dal loro buonismo, mentre in effetti mancano di trasparenza. Una ambiguità strategica, supportata da politiche di corruzione endemica, ugualmente supportate da leggi indirizzate alla tutela stessa della non trasparenza e, giustificate dalla internazionalità della mancante trasparenza,  fattore strategico comune con il fine del Potere.
La Francia non ce la farà da sola, anche in questo caso l’’Europa manca di presenza e assume un atteggiamento ambiguo. Necessita organizzare una nuova autorità un 'Agenzia anti-corruzione, che oltre ad accompagnare e sostenere le aziende che si impegnano in questi dispositivi controlli gli apparati pubblici, con una grande attenzione alla coerenza con le leggi locali e i regolamenti,  il  traffico d'influenza quando gli atti sono commessi all'estero e,  sappia valutare anche l'influenza mediatica estremamente pericolosa e ambigua fatta a sostegno indiretto della corruzione.
ombre della non trasparenza
Il futuro affinché sia libero, passa attraverso la trasparenza, se questa non verrà applicata l’oscurantismo di alcune sette e la superstizione con la paura,  manterranno la condizione dominante in cui il mondo vive in uno stato di guerra bilanciata dal terrorismo.

La democrazia indipendente e il socialismo sono chiamati ad una presa di coscienza affinché lo stato delle cose non persegua nella attuale ambiguità.

Non è in questione se la trasparenza la  si può fare  tecnicamente,  sulla fattibilità tecnologica e organizzativa non vi sono dubbi,   è se la si vuole o se la si può fare  considerando i fattori negativi alla sua realizzazione dell'opportunismo, della avidità strutturata e  dei Poteri che governano e influenzano da secoli, che nella loro non trasparenza dominano e manipolano la realtà attuale.


Seguito alla Battaglia di Solferino  è  nata la Croce Rossa, 
facciamo che a seguito  del terrorismo nasca un
Organizzazione internazionale per la TRASPARENZA.
Se non si è trasparenti non si può chiedere trasparenza, l’accesso alla trasparenza necessita di reciprocità, la reciprocità necessita di un bilanciamento che definisca non solo il livello attuabile di trasparenza ai fini degli interessi  nazionali ,  ma essenzialmente deve scoprire la priorità verso gli individui con il presupposto che una errata interpretazione  della sussidiarietà strutturata sulla falsa trasparenza farà ricominciare il ciclo perverso della non trasparenza.

La mancata o falsa trasparenza in progetti pubblici è la coercizione verso una società tenuta nella ignoranza, oggi è la forma principale di  Governo constatabile, questo dovrebbe far rifletter sopratutto gli operatori di Giustizia nella loro capacita giudicatrice indipendente.

tucidide